Ciampino porta il nome di G.B. Pastine e una storia centenaria: è il primo aeroporto di Roma, aperto nel 1916, oggi unico terminal dedicato all’aviazione d’affari nel sistema aeroportuale romano.
La sua posizione geografica è un vantaggio concreto. A 15 km dal Colosseo, 12 km da Palazzo Chigi e a meno di cinque minuti dall’autostrada A90 (Grande Raccordo Anulare), le delegazioni diplomatiche, i team d’affari e i viaggiatori di prestigio lo preferiscono sistematicamente a Fiumicino per i voli diurni.
Ma questa popolarità ha un rovescio operativo. Un decreto ministeriale (n°345/18) limita l’aviazione generale a 61 movimenti al giorno. In alta stagione, durante i Giubilei, le grandi cerimonie vaticane o le settimane di visite di Stato, questa quota viene raggiunta in poche ore. Il PPR (Prior Permission Required, autorizzazione preventiva all’atterraggio) deve quindi essere richiesto il prima possibile dall’handler, poiché un rifiuto del PPR obbliga a dirottare su Fiumicino con una logistica e un’accoglienza molto diverse.
Il coprifuoco dalle 23:00 alle 6:00 è un vincolo reale per i voli intercontinentali che arrivano tardi. Un transatlantico diretto può atterrare in questa fascia oraria notturna. In questo caso, Fiumicino e la sua pista di 3.902 metri prendono il sopravvento; l’aeromobile può rientrare a Ciampino la mattina successiva se necessario.
Per i voli diplomatici legati al Vaticano, il quadro è particolare: i voli di Stato e alcune delegazioni ufficiali beneficiano di deroghe al coprifuoco e di un’accoglienza specifica sul lato militare dell’aeroporto. Questa zona è attiva in particolare durante le beatificazioni, i concistori o le grandi udienze pubbliche in presenza di capi di Stato stranieri.