Marbella vive a due ritmi, e il traffico di jet privati segue la stessa logica.
L’estate concentra la clientela delle spiagge, dei beach club di Playa de Nagüeles e della marina di Puerto Banús. Le richieste di volo si accumulano da metà giugno a inizio settembre: appartamenti in affitto, yacht a noleggio, serate. Gli slot a Malaga sono contesi, soprattutto nel weekend.
La primavera e l’autunno sono la stagione dei golfisti. La Costa del Sol vanta una densità di campi rara in Europa. Il Real Club de Golf Valderrama, a San Roque (45 minuti da Puerto Banús), rimane il campo spagnolo più titolato: ha ospitato la Ryder Cup nel 1997, unica volta in Spagna, e continua ad ospitare l’European Tour. Il Marbella Club Golf Resort, Los Naranjos e La Quinta costeggiano direttamente la città. A marzo-maggio, l’erba è verde, l’aria è mite, i green sono in perfette condizioni. I golfisti seri evitano deliberatamente l’estate.
Il mercato immobiliare funziona su un terzo calendario, indipendente dagli altri due. Un acquirente di una proprietà da sette o otto cifre sulle colline di La Zagaleta o della Milla de Oro a volte viene per due giorni, visita tre ville, e riparte. Questo traffico non ha una stagione alta fissa; segue i mandati disponibili. Malaga lo assorbe senza difficoltà: l’aeroporto gestisce 26,8 milioni di passeggeri all’anno e un’infrastruttura bizav dimensionata di conseguenza.
La bi-stagionalità crea un mercato di jet privati che non si ferma mai veramente. L’inverno rallenta, ma non cede: i residenti britannici, stimati in decine di migliaia nella provincia di Malaga, mantengono un traffico di base.